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IL MELANOMA DELLA COROIDE

Dott. Domenico Napoli -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dott. ssa Annamaria Mauro

occhio

Subdolo. Spesso riscontrato durante una visita oculistica di routine.
È’ il tumore maligno oculare più’ diffuso negli adulti tra i 50 e i 60 anni di età’, prediligendo i caucasici. Ha un’incidenza di 6-7 casi su un milione di abitanti.
Nasce subito come melanoma il più’ delle volte o si sviluppa da un nevo della coroide.
Non ha una sintomatologia tipica: una riduzione della vista se esso occupa la regione del polo posteriore, o avrà’ i sintomi del distacco di retina se questo e’ presente.
 
Diagnosi: L’oftalmoscopia binoculare indiretta consente di apprezzare le caratteristiche del tumore, la presenza di alterazioni a carico delle strutture vicine ; l’aspetto classico del melanoma della coroide e’ quello di un tumore pigmentato, a forma di cupola o a bottone di camicia, associato ad un distacco di retina essudativo e una tipica pigmentazione arancione (lipofuscina) a livello dell’epitelio pigmentato. Se è presente una grossa emorragia associata alla massa si deve sospettare una rottura della membrana di Bruch e che si e’ di fronte ad un grosso tumore. Una forma meno comune del melanoma e’ la forma diffusa che e’ inferiore a 5 mm di spessore ma che occupa piu’ del 25% della membrana uveale. E’ un tumore infiltrante , piatto che manca dell’aspetto globoso : cio’ rende difficile la diagnosi. Alta e’ la percentuale di estensione extra oculare nei pazienti con melanomi diffusi, vicina al 50%. Altre forme più’ difficili da distinguere dal melanoma sono le lesioni pigmentate della coroide che hanno uno spessore inferiore ai 3 mm. Queste lesioni possono mostrare i cosiddetti segni di cronicità’, come le grosse drusen, l’ipopigmentazione della periferia e la neovascolarizzazione della coroide.
Un’ecografia oculare con tecnica A-B scan e’ utile al fine di determinare la natura del tumore, definirne le esatte dimensioni, valutarne il trattamento più appropriato.
La fluorangiografia e’ essenziale nella diagnosi differenziale con l’emorragia sottoretinica e, insieme, con l’angiografia al verde di indocianina, può fornire utili indicazioni per differenziare il melanoma da lesioni benigne ad alta vascolarizzazione (come l’emangioma della coroide). Il nevo della coroide, l’ipertrofia dell’EPR, le emorragie sottoretiniche, le metastasi coroideali, l’emangioma, l’osteoma ed il melanocitoma della coroide sono le condizioni di più frequente riscontro che devono essere differenziate dal melanoma coroideale.
Trattamento
La termoterapia transpupillare (TTT), attraverso un laser a diodi, determina un aumento di temperatura entro il tumore, provocandone la morte (necrosi non coagulativa) : utile per i melanomi di piccole dimensioni. Questa tecnica può essere impiegata anche per melanomi piu’ grandi o localizzati in sede juxtapapillare associata alla radioterapia con placche episclerali (terapia sandwich). La radioterapia con placche radioattive (brachiterapia) rappresenta attualmente il trattamento radiante più utilizzato. La placca, precedentemente caricata con iodio 125 o rutenio 106, viene messa a contatto col bulbo oculare: le sue emissioni possono ‘uccidere’ il tumore (viene suturata alla sclera in corrispondenza della base del tumore e lasciata in sede per il tempo necessario all’emissione della dose richiesta, in genere 4-7 giorni).
La resezione chirurgica del melanoma della coroide tramite resezione transclerale può essere impiegata per tumori di qualsiasi spessore con un diametro basale inferiore ai 15 mm, il cui margine posteriore disti almeno 4 mm dalla fovea e 3 mm dal disco ottico.
L’enucleazione del bulbo oculare si esegue quando le dimensioni della lesione superano i 10 mm, vi è’ l’estensione extrasclerale o vi e’ l’associazione a glaucoma .
Da non sottovalutare le possibili metastasi del melanoma in organi come fegato e polmone.
I controlli del fondo oculare ed ecografici dopo il trattamento, con cadenza semestrale nei primi cinque anni e annuale nel periodo successivo fanno parte della terapia.

 

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